Congedo parentale: chiarimenti dall’INPS

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Dubbi sulle nuove modalità di erogazione del beneficio relativo al congedo parentale, sono stati esposti da parte delle Strutture territoriali dell’INPS in particolare sul contenuto del messaggio Hermes n.17400 del 30 ottobre 2013 per i casi di cessazione o modifica dei rapporti lavorativi delle madri beneficiarie relativamente agli aspetti innovati. Con il messaggio n.5805 del 18 settembre 2015, l’Istituto fornisce gli opportuni chiarimenti.

Richieste di chiarimenti sulle nuove modalità di erogazione del beneficio relativo al congedo parentale, sono pervenute da parte delle Strutture territoriali dell’INPS in particolare sul contenuto del messaggio Hermes n.17400 del 30 ottobre 2013 per i casi di cessazione o modifica dei rapporti lavorativi delle madri beneficiarie relativamente agli aspetti innovati.

L’Istituto, con messaggio n. 5805 del 18 settembre 2015 illustra le opportune precisazioni, in particolare:

– per i casi di cessazione o modificazione del rapporto lavorativo: il termine iniziale dell’intervallo di tempo da considerare per quantificare i mesi di congedo parentale, coincide con la data di presentazione della domanda. Pertanto, il nuovo termine coincide con la data di presentazione della domanda, mentre il termine finale con il giorno di cessazione del rapporto lavorativo, da intendersi quale ultimo giorno lavorato, ovvero con il giorno di modifica del rapporto lavorativo.

– per i casi di modificazione del rapporto lavorativo da tempo pieno a tempo parziale e viceversa, nell’individuare il periodo teorico di beneficio concedibile, il termine iniziale del periodo dovrà coincidere con la data di presentazione della domanda, mentre il termine da prendere a riferimento per il riproporzionamento del beneficio è il giorno di modificazione del rapporto lavorativo da tempo pieno a tempo parziale e viceversa. In tal modo, è possibile individuare, nell’ambito dei mesi di beneficio concessi, quanti debbano essere erogati pienamente e quanti, invece, debbano essere riconosciuti in maniera riproporzionata in funzione della modifica del rapporto lavorativo.

Fonte: Ipsoa.it

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