Con le cartelle di pagamento, sospese mobilità e disoccupazione ASpI

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Prima di procedere alla corresponsione anticipata dell’indennità di mobilità e di disoccupazione ASpI in un’unica soluzione l’INPS dovrà verificare se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento e, in caso affermativo, dovrà non procedere al pagamento, segnalando la circostanza all’agente della riscossione competente.

L’INPS chiarisce che l’art.48 bis DPR 602 del 29 settembre 1973, recante disposizioni in materia di pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni, è applicabile alla corresponsione anticipata dell’indennità di mobilità e di disoccupazione ASpI in un’unica soluzione.
Il chiarimento segue le richieste di alcune Strutture territoriali INPS sulla necessità di effettuare la verifica, ex art.48 bis anche nell’ipotesi di corresponsione anticipata dell’indennità ai lavoratori in mobilita’ che ne facciano richiesta per intraprendere un’attività autonoma o per associarsi in cooperativa (art.7, comma 5, della legge n.223 del 1991).

L’INPS fa presente che il messaggio INPS n.23506 del 23/10/2008 e la circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze n.22 del 29/7/2008 non individuano il pagamento della corresponsione anticipata dell’indennità di mobilità tra quelli esclusi dall’obbligo di verifica. Le elencazioni e le indicazioni presenti nei richiamati documenti però, non sono tassative (cfr. Circolare MEF n.22 del 29/7/2008).

Nel messaggio n.23506 del 23/10/2008, si menzionano fra le prestazioni escluse dalla verifica, i trattamenti temporanei di sostegno al reddito. La corresponsione anticipata dell’indennità di mobilità non rientra fra queste ipotesi.

Inoltre si richiama l’orientamento giurisprudenziale secondo cui “l’erogazione in una unica soluzione ed in via anticipata dell’indennità non è più funzionale al sostegno dello stato di bisogno che nasce dalla disoccupazione e quindi perde la connotazione di tipica prestazione di sicurezza sociale, per assumere la natura di contributo finanziario, destinato a sopperire alle spese iniziali di un’attività che il lavoratore in mobilità svolge in proprio e tale resta la sua funzione sia che venga svolta un’attività di artigiano, ovvero di commerciante o ancora attività imprenditoriale (ex pluribus Corte di Cassazione n.9007 del 2002)”.

L’INPS conclude che pertanto il pagamento dell’anticipazione dell’ indennità di mobilità di cui all’art.7, comma 5, della legge n.223 del 1991, deve essere oggetto dell’accertamento, di cui all’art.48 bis.

Analoghe considerazioni devono essere svolte nelle ipotesi di liquidazione dell’anticipazione delle indennità di disoccupazione in ambito ASpI al fine di intraprendere un’attivita’ di lavoro autonomo, ovvero per avviare un’attivita’ in forma di auto impresa o di micro impresa, o per associarsi in cooperativa(articolo 2, comma 19, della legge n.92 del 2012).

Pertanto anche in questi casi, dovrà essere effettuata la verifica in oggetto.

Fonte: Ipsoa.it

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