Collaborazioni: lavoro subordinato escluso in presenza di accordi con associazioni sindacali

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Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con interpello n.27 del 15 dicembre 2015, in risposta all’Assocontact, ritiene che l’esclusione di cui all’art.2, comma 2, del D.Lgs. n.81/2015, operi in relazione alle sole collaborazioni che trovano puntuale disciplina in accordi sottoscritti da associazioni sindacali in possesso del maggior grado di rappresentatività.

Ai sensi dell’art.2 del D.Lgs. n.81/2015 a decorrere dal 1° gennaio 2016, la disciplina del rapporto di lavoro subordinato si applica anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.

La disposizione non si applica in riferimento alle collaborazioni per le quali gli accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore.

Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con interpello n.27 del 15 dicembre 2015, in risposta all’Assocontact, ritiene che l’esclusione di cui all’art.2, comma 2, del D.Lgs. n.81/2015, operi in relazione alle sole collaborazioni che trovano puntuale disciplina in accordi sottoscritti da associazioni sindacali in possesso del maggiorgrado di rappresentatività.

La maggiore rappresentatività sarà determinata dall’esito dei seguenti indici:

– numero complessivo dei lavoratori occupati;
– numero complessivo delle imprese associate;
– diffusione territoriale (numero di sedi presenti sul territorio e ambiti settoriali);
– numero dei contratti collettivi nazionali sottoscritti.

Di converso, l’eventuale applicazione di un diverso contratto collettivo non impedirà l’applicazione dell’art.2 citato quindi, a partire dal 2016, ai rapporti di collaborazione“ che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”, ancorché disciplinati da un contratto collettivo privo dei requisiti richiesti, si applicherà la disciplina del rapporto di lavoro subordinato.

Fonte: Ipsoa.it

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