CIG e mobilità in deroga: l’INPS fa il punto

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Per chiedere la CIG in deroga l’azienda interessata deve trasmettere telematicamente le domande all’INPS, o in alternativa alle Regioni, valorizzando il campo “data sottoscrizione accordo”. L’assenza della valorizzazione di tale campo inibirà l’invio della domanda e produrrà un messaggio di errore. L’INPS, con una circolare articolata, riassume e fa proprie le indicazioni del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga. Confermato, infine, che la mobilità in deroga non può più essere concessa dopo il periodo di Aspi o miniAspi, mobilità ordinaria o disoccupazione agricola già fruito o dopo un periodo di fruizione della NASPI.

L’INPS, con una circolare articolata, riassume e fa proprie le indicazioni del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga di cui al D.I. n.83473, fornite in data 11 settembre 2014 con la circolare esplicativa n.19, in data 24 novembre 2014 con la nota n.5425 e in data 5 maggio 2015 attraverso la nota n.2241 che ha fornito ulteriori e puntuali indicazioni sul flusso di gestione delle domande di Cig in deroga regionale.

Anche per gli anni 2013-2016, per garantire la graduale transizione verso il nuovo regime delineato dalla riforma degli ammortizzatori sociali e in un quadro finanziario di progressiva riduzione delle risorse a tale scopo destinate, è stata prevista la possibilità di disporre la concessione o la proroga di trattamenti di integrazione salariale e di mobilità in deroga alla normativa vigente.

Cassa Integrazione Guadagni in deroga
L’integrazione salariale può essere concessa o prorogata ai lavoratori subordinati con la qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi alla data di inizio del periodo di riferimento.

Nelle disposizioni finali e transitorie, l’art.6, comma 1 del decreto, facendo riferimento alle prestazioni di cassa integrazione in deroga per l’anno 2014 stabilisce, altresì, che, in deroga all’art.2, comma 1, le prestazioni possano essere concesse ai succitati lavoratori subordinati, che siano in possesso di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 8 mesi alla data di inizio del periodo di intervento di cassa integrazione guadagni.

Quanto alle aziende destinatarie della cassa integrazione guadagni in deroga il trattamento può essere richiesto soltanto dai soggetti giuridici qualificati come imprese, ex articolo 2082 del codice civile.

Rientrano nell’ambito di applicazione anche:

· i piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 del codice civile (coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti), in quanto il piccolo imprenditore è di fatto sottoposto allo statuto generale dell’imprenditore, sia pure con alcune peculiarità definite dalla legge.
· le cooperative sociali, di cui alla legge dell’8 novembre 1991, n.381, evidentemente con riferimento ai lavoratori che hanno instaurato con la cooperativa un rapporto di lavoro subordinato.

La Cig in deroga può essere concessa in presenza delle seguenti causali:
a) situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori;
b) situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;
c) crisi aziendali;
d) ristrutturazione o riorganizzazione.

Il trattamento non può essere in nessun caso concesso per la causale di cessazione dell’attività dell’impresa o di parte della stessa.

L’INPS espone in dettaglio il nuovo flusso di Gestione della Cig in deroga regionale
L’azienda interessata possono trasmettere telematicamente le domande di CIG in deroga all’INPS ovvero alle Regioni, in via alternativa.

Considerato che per le domande presentate all’INPS, così come per quelle presentate alla Regione, deve essere obbligatoriamente valorizzato il campo “data sottoscrizione accordo”, l’INPS precisa che tale data deve essere anteriore alla data di inizio del periodo di intervento richiesto. L’assenza della valorizzazione di tale campo inibirà l’invio della domanda e verrà restituito un opportuno messaggio di errore.

In particolare in caso di trasmissione all’INPS, la domanda di CIG in deroga (SR100) dovrà essere presentata dall’azienda in via telematica sulla consueta piattaforma DigiWeb, entro venti giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro nel rispetto delle modalità attualmente in uso.

Nella domanda all’INPS (SR100) dovrà obbligatoriamente essere valorizzato il campo “data della sottoscrizione dell’accordo”.
In caso di presentazione tardiva della domanda, il trattamento di CIG in deroga decorre dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda stessa. Conseguentemente, per le domande presentate fuori termine, il cui periodo richiesto è già totalmente trascorso al momento della presentazione, la procedura DigiWeb, pur consentendone l’invio, restituisce un messaggio di evidenza all’utente, con il quale si comunica che la domanda non sarà presa in carico.

Viceversa, per le domande presentate fuori termine, ma il cui periodo richiesto non è totalmente scaduto al momento della presentazione della domanda (SR100), la procedura DigiWeb inibisce l’invio e restituisce un messaggio di evidenza all’utente, con il quale si invita lo stesso a rimodulare il periodo di intervento richiesto sulla base di quanto previsto dall’art.2, comma 7 “presentazione tardiva della domanda”.

In caso di presentazione della domanda di CIG in deroga direttamente all’Ente Regione da parte delle aziende, la Regione, unitamente alla determina di concessione, dovrà trasmettere in SIP anche i modelli di domanda (SR100) ad essa riferiti. Sarà cura della Regione verificare il rispetto dei termini di presentazione delle domande, come previsto dal comma 7 dell’art.2 del D.I. n.83473 del 1 agosto 2014.

I controlli sui decreti regionali verranno effettuati da parte dell’INPS secondo le modalità definite nella circolare in commento.

Indennità di mobilità in deroga
La concessione dei trattamenti di mobilità in deroga da parte delle Regioni o Province autonome è subordinata al presupposto che per i lavoratori interessati non sussistano le condizioni di accesso ad ogni altra prestazione a sostegno del reddito connessa alla cessazione del rapporto di lavoro prevista dalla normativa vigente.

Il comma 1, dell’art.3 prevede, in particolare, che il trattamento di mobilità in deroga possa essere concesso soltanto ai lavoratori provenienti da soggetti giuridici qualificati come imprese, così come individuate dall’articolo 2082 del codice civile. Al riguardo, valgono le medesime considerazioni svolte al paragrafo 4.1 con riferimento ai piccoli imprenditori, come previsto dalla circolare n.19 dell’11 settembre 2014 del Ministero vigilante ed alle cooperative sociali come previsto nella nota ministeriale n.5425 del 24 novembre 2014.

La mobilità in deroga può essere concessa ai “lavoratori disoccupati che sono in possesso dei requisiti di cui all’art.16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n.223”. Pertanto, in continuità con quanto finora previsto, si intende che la mobilità in deroga può essere concessa ai lavoratori subordinati, con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, sia a termine che non a termine, con qualifica di operai, impiegati o quadri, ivi compresi gli apprendisti ed i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato.

La mobilità in deroga è rivolta a coloro che “risultano privi di altra prestazione legata alla cessazione del rapporto di lavoro”, si intende che la concessione della mobilità in deroga è subordinata al presupposto che per i lavoratori interessati non sussistano le condizioni di accesso ad ogni altra prestazione a sostegno del reddito connessa alla cessazione del rapporto prevista dalla normativa vigente. Pertanto, sulla base di quanto chiarito nella circolare n.19 del Ministero del lavoro, la mobilità in deroga non può più essere concessa dopo il periodo di Aspi o miniAspi, mobilità ordinaria o disoccupazione agricola già fruito, o dopo un periodo di fruizione della NASPI, né può essere concessa se il lavoratore aveva diritto ad un ammortizzatore ordinario e non l’ha richiesto.

Se nella fase di istruttoria di una pratica di mobilità in deroga l’operatore di Sede dovesse constatare che la Regione ha emesso un provvedimento di concessione di mobilità in deroga per un lavoratore nelle condizioni appena descritte, verrà inviata una lettera di comunicazione al lavoratore ed alla Regione che ha emesso la delibera con l’indicazione dell’impossibilità per l’Istituto di dare esecuzione al provvedimento perché il lavoratore interessato ha già usufruito dell’ammortizzatore ordinario oppure aveva diritto all’ammortizzatore ordinario.

Fonte: Ipsoa.it

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