Certificati di malattia online: dalla Finanziaria 2005 al Collegato lavoro

0
40

Dal prossimo 18 giugno (termine contestato dalle associazioni sindacali) anche i lavoratori del settore privato non dovranno più provvedere ad inviare tramite raccomandata A/R o recapitare le attestazioni di malattia al proprio datore di lavoro ed all’INPS. In questo intervento si fa il punto sul quadro normativo che regola la materia.

Fra le modifiche apportate al nostro ordinamento dal Collegato Lavoro 2010 si segnalano le novità relative alla certificazione di malattia nel settore pubblico e privato e le relative modalità di trasmissione.

Infatti, alla luce dell’art. 25 della Legge n. 183/2010 anche i dipendenti dei datori di lavoro privati, nell’ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare, sono tenuti a giustificare la loro assenza esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.

Inoltre, in tutti i casi di assenza per malattia, la certificazione medica deve essere inviata per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che l’ha rilasciata, all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Il sistema suddetto è già in vigore da alcuni mesi ma permaneva comunque, in capo al lavoratore privato, l’obbligo di recapitare al proprio datore di lavoro l’attestazione di malattia o trasmetterla a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, entro due giorni dal relativo rilascio.

Tuttavia dal prossimo 18 giugno anche i lavoratori del settore privato (come già quelli del settore pubblico) non dovranno più provvedere ad inviare tramite raccomandata A/R o recapitare le attestazioni di malattia al proprio datore di lavoro ed all’INPS. In merito a quanto sopra è d’obbligo però segnalare una difformità di interpretazione fra la Funzione Pubblica e le associazioni datoriali.

Infatti, in data 18 marzo 2011 è intervenuta la circolare congiunta della Funzione Pubblica e del Ministero del Lavoro, n.4, la quale ha stabilito che nei tre mesi successivi alla pubblicazione della stessa (c.d. periodo transitorio), era ancora concesso al datore di lavoro privato la possibilità di richiedere al proprio dipendente copia cartacea del certificato di malattia rilasciato dal medico al momento dell’invio telematico o successivamente scaricata dal lavoratore dall’INPS ma, al termine del periodo transitorio, il datore di lavoro dovrà prendere visione delle attestazioni di malattia dei propri dipendenti avvalendosi esclusivamente dei servizi resi disponibili dall’INPS, fermo restando la possibilità di richiedere al lavoratore il numero di protocollo identificativo del certificato inviato per via telematica dal medico.

Stante quanto sopra, per la Funzione Pubblica il nuovo meccanismo dovrebbe entrare a regime dal prossimo 18 giugno (tre mesi dalla emanazione, diramazione e pubblicazione sul sito del Dipartimento della circolare), mentre per le associazioni datoriali i tre mesi di periodo transitorio dovrebbero decorrere dalla pubblicazione della citata circolare sulla Gazzetta Ufficiale.

Premesso quanto sopra è però il caso di fare un breve riepilogo di quella che è la normativa in vigore in materia.

Nonostante la normativa non sia, quindi, una vera novità, il sistema di trasmissione telematica dei certificati di malattia è ancora osteggiato dai medici, probabilmente per gli innegabili disagi anche economici che comporta; tuttavia è indubbio che lo stesso abbia diversi vantaggi per tutte le altre figure coinvolte:

• il lavoratore è liberato dal disagio di doversi preoccupare di far pervenire all’INPS ed al datore di lavoro, o alla propria amministrazione se dipendente pubblico, la certificazione di malattia entri i termini di legge ed avrà un risparmio economico dovuto al mancato invio delle raccomandate A/R;
• l’INPS riceverà i dati in tempo reale e potrà tempestivamente attivare i controlli sulle malattie dei lavoratori, oltre al fatto che potrà gestire tutte le procedure in maniera informatizzata risparmiando sul personale fino ad ora utilizzato che, quindi, potrà essere impiegato in altre mansioni;
• i datori di lavoro potranno consultare direttamente, tramite internet, i dati relativi alle malattie dei propri dipendenti.

Le considerazioni contenute nel presente contributo sono frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza.

Fonte: Rossella Schiavone – Il Quotidiano Ipsoa – Ipsoa Editore

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here