CCNL: il punto sui contratti da rinnovare e in scadenza nell’anno

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Dopo la pausa estiva riprendono le trattative per il rinnovo di numerosi contratti di categoria, scaduti nel biennio 2012-2013. Il comparto maggiormente impegnato su questo fronte è quello dei servizi: circa 6 milioni di addetti sono in attesa di una positiva definizione dei negoziati. Relativamente pochi i c.c.n.l. in scadenza nel trimestre conclusivo dell’anno.

Il nuovo modello per la contrattazione di categoria, impostato con l’accordo quadro del 2009, ha reintrodotto la cadenza triennale dei rinnovi ed ha puntato, attraverso l’anticipazione della presentazione delle piattaforme e del conseguente avvio dei negoziati, al raggiungimento di intese tra le parti in tempi tali da evitare o quanto meno contenere periodi di carenza contrattuale.

Va ricordato che, in effetti, la stagione dei rinnovi per il triennio 2013-2015, che ha coinvolto i principali settori industriali, si è aperta con largo anticipo rispetto alla tempistica tradizionale ed ha portato in molti casi alla conclusione delle trattative in tempi coerenti con il ricordato obiettivo (alimentari, metalmeccanici), se non addirittura alla sigla dell’accordo qualche mese prima della scadenza naturale del contratto da rinnovare (chimici).
Altre vicende nel comparto industriale hanno richiesto più tempo, ma nel complesso sono state individuate soluzioni positive sia per gli aspetti economici che normativi e solo pochi settori sono ancora interessati da vertenze categoriali.

In particolare risultano aperte le trattative per il rinnovo del c.c.n.l. per le imprese grafiche-editoriali, iniziate peraltro solo nel mese di marzo di quest’anno con molto ritardo rispetto alla scadenza del contratto (31 marzo 2013), e per le imprese dell’oreficeria (il c.c.n.l. è scaduto il 31 dicembre 2013) che sono in attesa di riprendere il confronto con i sindacati dopo la sessione di incontri svolta nel mese di giugno.

Resta aperta infine la trattativa per le imprese di pulizia (il c.c.n.l. è scaduto il 30 aprile 2013), connotata da problematiche specifiche e per la quale è prevista a breve la prosecuzione.

Anche nelle diverse aree del comparto artigiano le parti hanno progressivamente trovato un accordo, da ultimo per le imprese di acconciatura/estetica l’8 settembre scorso.

Allo stato restano da definire le nuove regolamentazioni contrattuali per le attività della chimica-ceramica e della metalmeccanica.

La situazione si presenta diversa e più complessa nel comparto del terziario e servizi, dove le imprese risentono maggiormente dei pesanti riflessi derivanti dall’andamento recessivo della congiuntura economica.
Qui la partita dei rinnovi, riferita a contratti scaduti a fine 2013 se non prima, resta tuttora aperta su molti tavoli riguardanti nel complesso oltre 6 milioni di posti di lavoro.

Le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori hanno comunque già fissato, per la seconda metà di settembre, il calendario degli incontri per la continuazione delle trattative in settori di grande importanza come quelli comprendenti le imprese del terziario, della distribuzione e dei servizi, le imprese del turismo (esclusi alberghi e campeggi aderenti a Confcommercio che hanno sottoscritto l’accordo nel gennaio di quest’anno) e gli studi professionali.

Sono altresì scaduti e in fase di rinnovo i c.c.n.l. riguardanti le farmacie private, gli istituti socio-assistenziali e le scuole private.

Negli altri comparti assumono particolare evidenza le trattative per il rinnovo del c.c.n.l. per gli operai agricoli (il negoziato, aperto ai primi di aprile ed articolato in successivi incontri di approfondimento in sede tecnica, prevede lo svolgimento di nuove riunioni nel prossimo mese di ottobre) e per i dipendenti del credito (attualmente in fase di stallo dopo una prima tornata di incontri che ha fatto registrare divergenze di fondo tra le posizioni delle parti).

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Fonte: Ipsoa.it

2 Commenti

  1. e’ una vergogna siamo la categoria che ha la paga base piu bassa (ccnl multiservizi) e dal 2013 che non firmano il contratto,non interessa a nessuno .schifo l’italia………………………………………….

  2. ai ragione sono quasi 3 anni che non ci aumentano ,io comincerei a togliere i sindacati per protesta

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