mercoledì 23 agosto 2017 | 20:28
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Corte di Cassazione

La corte di cassazione è una corte suprema, organo al vertice del potere giudiziario nell'ordinamento giuridico di riferimento. Nata in Francia, è stata adottata successivamente da diversi stati ad ordinamento civil law che ne seguono il modello, tra cui l'Italia (dove dal 1923 la denominazione ufficiale è Corte suprema di cassazione). Altri stati sono il Belgio, l'Albania, il Libano, la Romania e vari ex possedimenti francesi divenuti indipendenti (Gabon, Costa d'Avorio, Senegal, Tunisia, Haiti ecc.)

Danno da fumo passivo sul luogo di lavoro: circolari e direttive senza esclusione di...

Ne deriva che la società datrice di lavoro sicuramente non aveva fornito la prova che le incombeva a norma dell'art.1218 c.c.: il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

Socio coop lavoratore: esclusione e licenziamento, contestazione con opposizione alla delibera

La mancata opposizione da parte del socio della cooperativa alla delibera di esclusione rende definitivo lo scioglimento del rapporto sociale e il licenziamento intimato. Nel caso in cui la esclusione del socio dalla società cooperativa venga disposta con delibera assembleare, il socio che contesti l'atto risolutivo dovrà necessariamente opporsi alla delibera.

Impugnazione del licenziamento: termine di decorrenza senza differimento

Il termine di decorrenza per l'impugnazione del licenziamento opera dalla comunicazione dello stesso e non dall'eventuale, ulteriore comunicazione di differimento dell'efficacia. L'impugnazione del licenziamento, quale negozio unilaterale recettizio, si perfeziona nel momento in cui la manifestazione di volontà del datore di lavoro giunge a conoscenza del lavoratore.

Licenziamento disciplinare, il patteggiamento equivale a una condanna

Il dipendente pubblico che ricorre al patteggiamento della pena può lecitamente subire il licenziamento disciplinare, senza necessità per la P.A. di verificarne la responsabilità. Le sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti hanno efficacia di giudicato nei giudizi disciplinari che si svolgono davanti alle pubbliche autorità quanto all'accertamento del fatto.

Contestazione disciplinare tardiva: immediatezza a volte derogabile

Il principio di immediatezza della contestazione disciplinare deve essere inteso in senso relativo e non in senso assoluto. In particolare il principio di immediatezza della contestazione disciplinare, prevista per il lavoro privato dall'art.7 legge n.300 del 1970, deve essere inteso tenendo conto delle ragioni oggettive che possono ritardare la percezione.

Controversie di lavoro: effetto devolutivo dell’appello, quali limiti

Il licenziamento era stato intimato in quanto il R.V. aveva lasciato in sosta coi motore acceso un "bus di linea" che si era messo improvvisamente in moto travolgendo un'autovettura aziendale e sfondando il muro di cinta dell'autoparco, provocandone il crollo sulla pubblica via.

Infortuni sul lavoro: responsabilità anche se il rischio è previsto

In tema di prevenzione infortuni sul lavoro, al datore non basta prevedere il rischio nel documento di valutazione per escludere sue responsabilità. È necessario che il datore di lavoro predisponga le misure per neutralizzarlo.

Condotta abnorme del dipendente: datore di lavoro irresponsabile?

In tema di infortuni sul lavoro, la Cassazione ribadisce la sua rigorosa giurisprudenza secondo la quale non può addivenissi mai all'esonero della responsabilità del datore di lavoro se la condotta abnorme del dipendente, per quanto disattenta o negligente, rientri pur sempre nelle ordinarie mansioni al medesimo affidate.

Infortunio: senza formazione comportamento del dipendente irrilevante

Nell'ipotesi di infortunio sul lavoro originato oltre che dall'assenza o dall'inidoneità delle misure di prevenzione, anche dalla mancata formazione del dipendente, nessuna efficacia causale può essere attribuita al comportamento del lavoratore infortunato, che abbia dato occasione all'evento, quando questo sia da ricondurre, comunque, alla mancata comunicazione da parte del datore di lavoro.

Tratto autostradale, automobilisti equiparati ai lavoratori?

Gli utenti tipici (automobilisti) di un tratto autostradale non possono essere equiparati ai lavoratori. Non in ogni luogo usualmente destinato ad un uso comune di transito può ritenersi l'implicita operatività delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro a tutela di tutti coloro che transitino per esso.

Licenziamento: diritto di difesa e discolpe fornite per iscritto

In tema di licenziamento disciplinare, le garanzie apprestate dallo Statuto dei lavoratori per consentire all'incolpato di esporre le proprie difese in relazione al comportamento addebitatogli non comportano per il datore di lavoro un dovere.

Subordinazione vs associazione in partecipazione? Occorre la prova specifica

La Corte di Cassazione ha affermato un interessante principio in tema di accertamento del rapporto di lavoro subordinato, in particolare puntualizzando che sebbene sia vero che la verifica della sussistenza della associazione in partecipazione esclude necessariamente il carattere subordinato del rapporto.

Contratto di lavoro a progetto: gli indici sintomatici della subordinazione

Nella controversia tra un lavoratore assunto con contratto a progetto e una società per accertare la sussistenza della subordinazione, la Cassazione ha affermato che se la prestazione lavorativa è elementare, ripetitiva e predeterminata, oppure, all'opposto,di notevole elevatezza e di contenuto intellettuale e creativo.

Assunzioni a termine: conversione e norma transitoria

La Cassazione ha affermato un importante principio in tema di assunzioni a termine nel settore delle poste, in particolare soffermandosi sulle previsioni in tema di conversione del rapporto a termine in rapporto a tempo indeterminato di cui norma transitoria contenuta nella legge finanziaria 2008.

Contributo ingresso mobilità e concordato: le condizioni per l’esonero

L'esonero dal pagamento del contributo di mobilità spetta solo se la procedura per il licenziamento collettivo del personale sia stato avviata dal commissario giudiziale, dopo il decreto di ammissione dell'impresa al concordato preventivo: lo stabilisce la sentenza n. 13625/2014 della Corte di Cassazione.

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