Casse edili: no all’inquadramento nel terziario

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Le Casse edili contestano la variazione immediata di inquadramento INPS dal settore industria – attività ausiliaria dell’edilizia – al settore terziario. Allertate le Associazioni nazionali del settore per le iniziative che riterranno necessario assumere.

Con la Circolare n.80 del 25 giugno 2014 l’INPS, variando il precedente indirizzo, ha disposto che le Casse Edili, a decorrere dal periodo di paga in corso, siano inquadrate nel settore terziario e non più, come è stato dal mese di gennaio del 1990, nel settore industria – attività ausiliaria dell’edilizia.

Infatti, spiega l’INPS, l’attività esercitata dai suddetti organismi (i quali svolgono, in generale, un ruolo di rilievo nell’assicurare ai lavoratori sia una parte importante del trattamento economico derivante dal contratto di lavoro, sia significative prestazioni integrative sul piano previdenziale e assistenziale) deve essere ricondotta nel settore terziario con il c.s.c 7.07.06, non potendo più essere considerata una vera e propria attività ausiliaria delle imprese edili nel senso proprio del termine, né assumendo alcuna rilevanza, ai fini classificatori, la circostanza che al personale dipendente delle Casse Edili venga applicato il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore edile.

Per le gravi conseguenze che tale disposizione determina sulla gestione delle Casse Edili e sui processi di riorganizzazione in corso o previsti nel prossimo futuro, la CNCE avverte che si è provveduto ad allertare immediatamente le Associazioni nazionali del settore per le iniziative che riterranno necessario assumere sia nei confronti dell’INPS che dello stesso Ministero del Lavoro.

Fonte: Ipsoa.it

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