Cassa integrazione, riforma al via

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Parte la nuova cassa integrazione modificata dal Jobs Act, con l’entrata in vigore del decreto attuativo sugli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (d.lgs. 148/2015), il 24 settembre: procedure più semplici per l’autorizzazione, domanda ed erogazione del trattamento più veloci, fondi bilaterali per le PMI fra 5 e 15 dipendenti.

In base alle nuove regole, per chiedere la cassa integrazione l’impresa presenta istanza telematica all’INPS entro 15 giorni. La durata massima della cassa integrazione, fra trattamento ordinario e straordinario, non può superare i 24 mesi, in un quinquennio mobile. È previsto che la durata del trattamento salga a 36 mesi nel caso in cui nel corso della crisi aziendale siano stati utilizzati contratti di solidarietà.

Cambiano le procedure per l’accesso alla cassa integrazione ordinaria, che l’impresa richiede direttamente all’INPS. Accelerati anche i tempi di erogazione: 30 giorni, per le richieste presentate a partire dal prossimo 1 novembre.

Se l’impresa presenta domanda oltre i 15 giorni dall’inizio della cassa integrazione, il trattamento inizia dalla settimana successiva a quella di presentazione. Ma il lavoratore non perde nulla: l’azienda è tenuta a versare la cifra corrispondente all’eventuale danno arrecato al lavoratore a causa della tardiva o omessa domanda di cassa integrazione.

Velocizzate le procedure di consultazione sindacale per la cassa integrazione straordinaria: 25 giorni, ridotti a dieci per le imprese sotto i 50 dipendenti. A partire dal gennaio 2016 il trattamento verrà erogato dalla sede INPS territorialmente competente. Previsto un decreto ministeriale per fissare termini e procedure di domanda.

Per le PMI, c’è l’obbligo di iscrizione ai Fondi di solidarietà al di sopra dei cinque dipendenti. Il trattamento che viene riconosciuto è un assegno di solidarietà, per un periodo massimo di 12 mesi nell’arco di un biennio mobile. Bisogna stipulare accordi collettivi aziendali che stabiliscono una riduzione oraria fino a un massimo del 70%.

Fonte: pmi.it

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