Carta acquisti: arriva la sperimentazione

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L’INPS ha avviato la sperimentazione della carta acquisti nei Comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona. Modalità e requisiti per ottenere la Carta acquisti sono riepilogati nel messaggio n.12249 pubblicato ieri dall’Istituto. La legge (art.60, commi 1-4, del decreto legge n.5 del 9 febbraio 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge n.35 del 4 aprile 2012; decreto 10 gennaio 2013) ha previsto l’avvio di una sperimentazione nei Comuni con più di 250.000 abitanti, per favorire la diffusione della carta acquisti tra le fasce di popolazione in condizione di maggiore bisogno.

I Comuni nei quali verrà effettuata la sperimentazione sono: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona.

L’INPS, come già nella carta acquisti ordinaria, è il soggetto attuatore che disporrà l’accredito delle somme spettanti, una volta acquisite le richieste ed accertato il diritto all’ottenimento del beneficio.

La consegna delle carte, nel caso in cui il nucleo familiare rientri in graduatoria utile, sarà effettuato da Poste Italiane.

I Ministeri e gli altri soggetti competenti hanno stilato altresì un cronoprogramma relativo alle varie fasi operative propedeutiche all’avvio della sperimentazione.

La carta acquisti ordinaria, prevista dall’art.81 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, continua ad essere erogata a favore dei soggetti beneficiari non rientranti nella nuova sperimentazione.

A quanto sopra si aggiunge quanto di recente previsto con recente decreto legge 28 giugno 2013, n.76: è stato infatti previsto un allargamento della sperimentazione ai territori delle regioni del Mezzogiorno per l’anno 2014. Tale sperimentazione costituisce l’avvio del programma “Promozione dell’inclusione sociale”.

Ora l’Inps precisa modalità e requisiti per ottenere la Carta acquisti nonché i compiti dell’Istituto in materia.

In particolare si sottolinea che la richiesta del beneficio dev’essere presentata al Comune di residenza da un componente del nucleo familiare, che sarà anche il soggetto titolare della carta, mediante un modello di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà predisposto dall’Istituto, laddove siano presenti tutti i requisiti personali (ad es. la cittadinanza, la residenza, valore dell’Isee etc.) e dell’intero nucleo familiare. E dunque: essere cittadino italiano o comunitario ovvero familiare di cittadino italiano o comunitario non avente la cittadinanza di uno Stato membro, che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente ovvero cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; essere residente nel Comune in cui presenta domanda da almeno 1 anno (dal momento di presentazione della domanda); possesso, da parte del nucleo familiare, di requisiti riguardanti la condizione economica, le caratteristiche familiari e la condizione lavorativa (ISEE, valore dell’abitazione, patrimonio mobiliare, valore di altri trattamenti economici in godimento, di natura previdenziale, indennitaria e/o assistenziale etc., presenza di almeno componente minore di 18 anni; disagio abitativo, accertato dai competenti servizi del Comune; nucleo familiare costituito esclusivamente da genitore solo e figli minorenni; etc.); condizione lavorativa: nessun componente il nucleo familiare deve prestare attività lavorativa al momento della richiesta del beneficio e almeno un componente del nucleo deve aver cessato sia un rapporto di lavoro dipendente sia un’attività di lavoro autonomo, ovvero, nel caso di lavoratori precedentemente impiegati con tipologie contrattuali flessibili, possa essere dimostrata l’occupazione nelle medesime forme per almeno 180 giorni etc.).

La competenza della verifica dei requisiti è suddivisa tra Comuni e INPS.

A parità di altre condizioni, avranno la precedenza in graduatoria per l’accesso alla sperimentazione i nuclei familiari che si trovino, in primis, in almeno una delle seguenti condizioni:

1. disagio abitativo, accertato dai competenti servizi del Comune; nucleo familiare costituito esclusivamente da genitore solo e figli minorenni;
2. nucleo familiare con tre o più figli minorenni ovvero con due figli e in attesa del terzo figlio;
3. nucleo familiare con uno o più figli minorenni con disabilità.

L’Inps regola, infine, i casi in cui i nuclei familiari hanno lo stesso posto in graduatoria.

Ulteriori requisiti potranno essere inoltre previsti dal Comune di residenza d’intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il Comune, fermi restando i criteri, potrà decidere di limitare all’ambito dei nuclei familiari individuati sulla base di precedenti avvisi pubblici o regolamenti relativi a politiche comunali aventi finalità analoghe a quelle della Sperimentazione e già assistiti dai servizi del Comune stesso.

L’INPS, una volta terminate le verifiche di propria competenza, invia ai Comuni l’elenco dei soggetti in ordine di graduatoria provvisoria.

I Comuni pubblicano tale graduatoria al fine di permettere ai nuclei non rientranti in graduatoria utile di presentare istanza di riesame o ricorso amministrativo avverso l’esclusione o la posizione assegnata in graduatoria.

Eventuali istanze di riesame ed eventuali ricorsi amministrativi andranno presentati al Comune competente per residenza secondo i termini e le modalità di norma previsti in materia di erogazione di contributi e sovvenzioni.

Per quanto riguarda, infine, l’importo del beneficio, si annota che ciascuno dei Comuni interessati alla sperimentazione ha a disposizione un budget relativo all’intero progetto.

L’importo da erogare è differente a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare destinatario del beneficio, escludendo dal calcolo le persone a carico ai fini Irpef diverse dal coniuge e dai figli:

2 membri del nucleo familiare: € 231 mensili
3 membri del nucleo familiare: € 281 mensili
4 membri del nucleo familiare: € 331 mensili
5 membri o piu’ del nucleo familiare: € 404 mensili

Una volta diventata definitiva la graduatoria l’Istituto invia a Poste Italiane l’elenco dei soggetti destinatari del beneficio e le somme da erogare a ciascun nucleo familiare.

L’INPS, dopo aver effettuato le verifiche periodiche, invia bimestralmente a Poste Italiane il nulla osta all’accredito delle somme dovute a ciascun nucleo familiare.

Infine, l’Istituto annota come, per legge, i Comuni, mediante una procedura di selezione casuale, individuino due gruppi nell’ambito dei nuclei familiari beneficiari comunicati dall’INPS. Le informazioni sul progetto e sulla sua attuazione dovranno essere inviate telematicamente all’INPS secondo il calendario predisposto dall’Istituto medesimo.

Il mancato invio da parte dei Comuni di tutte le informazioni richieste dall’Istituto comporta la sospensione dei successivi accrediti fino alla relativa regolarizzazione.

Chiude l’Inps sottolineando che al fine di fornire una più puntuale informazione in esito alle lavorazioni delle singole richieste l’Istituto metterà a disposizione dei singoli Comuni un cruscotto relativo alle domande presentate presso il Comune stesso.

Fonte: Ipsoa.it

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