Buoni pasto e pause orarie: quando scatta il diritto al ticket

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Il diritto del lavoratore ai buoni pasto deve essere riconosciuto tanto nel caso in cui durante la fascia oraria concordata per fruire dei pasti il lavoratore sia impegnato al lavoro, quanto nel caso in cui abbia terminato di lavorare, ma i tempi di percorrenza non gli consentano di raggiungere la propria abitazione entro l’esaurirsi di tale fascia oraria.

Il fatto trae origine dal contenzioso instaurato tra Rete Ferroviaria S.p.A. ed un dipendente.

La Corte d’appello rigettava l’impugnazione interposta da Rete Ferroviaria S.p.A. contro la pronuncia del Tribunale che l’aveva condannata a pagare in favore di un dipendente il controvalore di 300 buoni pasto.

Contro tale sentenza proponeva ricorso per cassazione Rete Ferroviaria S.p.A., in particolare sostenendo che il buono pasto non spetta ove il turno di lavoro si concluda in coincidenza con l’esaurirsi di una delle fasce orarie per l’accesso alla mensa aziendale o la comprenda interamente, perché in tale evenienza l’impossibilità di consumare il pasto presso l’abitazione è del tutto svincolata dal problema della distanza.

La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando un principio già presente nella giurisprudenza della S.C., ma che, per la sua rilevanza con riferimento alla materia trattata, va qui evidenziato perché assume una particolare importanza per gli operatori.

In particolare, evidenziano gli Ermellini come è ormai pacifico che il diritto ai buoni pasto dev’essere riconosciuto tanto nel caso in cui durante la fascia oraria concordata il lavoratore sia impegnato al lavoro, quanto nel caso in cui abbia terminato di lavorare, ma i tempi di percorrenza non gli consentano di raggiungere la propria abitazione entro l’esaurirsi di tale fascia oraria.

Di conseguenza, si è già ravvisato il diritto quando il lavoratore abbia svolto il primo turno (6.00-14.00) o il secondo (14.00-22.00), perché in entrambe le evenienze tale orario gli impedisce di rientrare a casa per consumare nel primo caso il pranzo, nel secondo la cena. Nell’interpretare la relativa clausola contrattuale, il dato centrale indicato dalla previsione contrattuale per fruire del ticket restaurant risiede nell’impossibilità per il lavoratore di consumare il pasto nella propria abitazione a causa dell’orario di lavoro in cui è impegnato, mentre il riferimento ai tempi di percorrenza vale solo quando ciò rilevi a tal fine, ossia quando il turno di lavoro non sia ancora iniziato o sia terminato ma sia comunque impossibile che il dipendente pranzi o ceni a casa a cagione della distanza tra l’abitazione e la sede di lavoro.

Nella specie, osservano i Supremi Giudici, la sentenza ha riconosciuto il diritto ai tickets in occasione dei turni di mattina e di pomeriggio correttamente ritenendo inequivocabile il tenore della disposizione contrattuale, che sul punto così recita: “quando inizia o termina il turno in orari che, tenendo conto dei tempi di percorrenza, non gli consentano di consumare il pasto presso la propria abitazione (dimora) nelle fasce orarie concordate 12.00/14.00 e 19.00/21.00”.

Nemmeno può ritenersi sostenibile la tesi della società, che valorizza il raffronto tra il trattamento del lavoratore turnista e quello riservato al “personale addetto alla condotta e scorta dei treni”, per il quale è previsto il buono pasto quando “è in servizio in un periodo che comprende interamente la fascia 11.30-14.30 e/o la fascia 18.30-21.30”, sostenendo che questa specifica previsione suggerisca – a contrariis – l’esclusione, per i turnisti, del diritto al ticket per il servizio prestato in coincidenza con le fasce suddette.

Ma, puntualizza la Cassazione, a parte l’evidente discriminazione tra situazioni simili che una tale soluzione interpretativa comporterebbe, va evidenziato che la specificità della prescrizione si spiega con il rilievo che in questo caso la fascia oraria (11.30-14.30 o 18.30-21.30) è diversa da quella ordinaria, indicata in precedenza, per fruire dei pasti (12.00-14.00 e 19.00-21.00). Tale differenza spiega la necessità di esplicitare una previsione che, altrimenti, rimarrebbe interna alla norma generale.

Da qui, dunque, il rigetto del ricorso.

Di rilievo le conseguenze pratiche della sentenza.

Ed infatti, secondo l’interpretazione offerta dalla Corte di Cassazione, il diritto ai buoni pasto va riconosciuto tanto nel caso in cui durante la fascia oraria concordata il lavoratore sia impegnato al lavoro, quanto nel caso in cui abbia terminato di lavorare, ma i tempi di percorrenza non gli consentano di raggiungere la propria abitazione entro l’esaurirsi di tale fascia oraria.

Fonte: Ipsoa.it

8 Commenti

  1. In contratto di solidarietà su un contratto di 8 ore giornaliere, l’azienda mi fa lavorare 4 ore al giorno e le altre 4 mi da solidarietà. Mi chiedo: il buono pasto giornaliero mi spetta o no?

  2. cortesemente e possibile sapere se il turno finisce alle 13.57 spetta o no il concorso pasto. visto che la normativa prevede la fascia dalle 11.30 alle 14.30. bisogna avere 45minuti per ilpasto . visto che il turno finiscealle 13.57 ci sono solo 33 minuti, penso che spetterebbe. no se diversa interpretazione se cortesemente qualcuno me la spiegasse. grazie Giuseppe.

  3. buongiorno
    sono assunto a tempo indeterminato con orario di lavoro full time 8-17 con pausa 12.30 13.30
    abito a circa 60 km di distanza dal lavoro
    volevo sapere, ho diritto ai buoni pasto?
    in azienda non c’è il servizio mensa
    grazie

    Matteo

  4. Salve sono un autoferrotranviere e da un anno conduttore anche di tram .
    Ho un nastro lavorativo di 7:48 ma la giornata non chiude mai sotto le 8 ore e 5/10 minuti.
    I turni si articolano in due fasce mattina e pomeriggio
    mattina inizio 5:20/6:50 fine 13:30/14:55
    pomeriggio inizio 13:30/14:55 fine 21:40/23:00 In busta paga ricevo l’indennità di mensa per euro 16,53
    Ho diritto al buono pasto?

  5. Lavoro a lavoro a tempo pieno dalle ore 9:00 alle ore 19:30 pausa mezza ora, porto da casa il pranzo, ho diritto al buono pasto?Grazie attendo risposta.

  6. In azienda per cui lavoro siamo 30 dipendenti di cui 5 sono quadri a quest ultimo stati dati i buoni pasto dicendo che per categorie omogenee possono solo usufruirne loro per i restanti dipendenti che svolgiamo un orario di lavoro 9:00 18:00 Con un ora di pausa pranzo non è riconosciuto ne buono pasto ne indennità mensa non avendo un sidacato come possiamo pretendere se ci toccano di diritto anche a noi comuni dipendenti ? Grazie mille

  7. Buongiorno,
    Lavoro in una sala mostra con il seguente orario 9:00/13:00 e 15:00/19:00.
    Il sabato faccio orario continuato dalle 9 alle 17:00.
    Ho diritto al buono pasto?
    Grazie

  8. Buongiorno ,
    l’azienda attualmente non prevede il buono pasto per nessun dipendente .
    Vorrebbe adesso prevederlo solo per alcuni lavoratori indipendentemente dalla mansione e qualifica ( e tipo di orario )
    Insomma sarebbe una sorta di benefit per loro.
    E’ lecita questa differenziazione ?
    Saluti
    Renato

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