Bonus 80 euro, novità e conferme sul calcolo

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Le modifiche apportate in sede di conversione in legge del decreto IRPEF riguardano anche le modalità di calcolo con cui i sostituti di imposta potranno recuperare le somme anticipate per conto dell’Erario, compensabili senza alcun collegamento con ritenute fiscali e contributi previdenziali INPS.

Nell’art.1 del D.L. 24 aprile 2014, n.66, che disciplina il credito a favore dei lavoratori dipendenti ed una larga platea ad essi assimilati, le modifiche apportate in sede di conversione in legge riguardano in particolare le modalità con cui i sostituti di imposta potranno recuperare le somme anticipate per conto dell’Erario.

Le somme potranno essere compensate mediante l’istituto della compensazione di cui all’art.17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n.241 senza alcun collegamento con ritenute fiscali e contributi previdenziali INPS come previsto in precedenza.
Rimangono confermati gli altri aspetti che regolano il credito e che con la chiusura del primo periodo di paga datori di lavoro e committenti hanno cercato di metabolizzare.

E’ stata infatti corrisposta la prima quota di bonus ai lavoratori ed agli altri soggetti assimilati anche se con qualche dubbio, su alcuni quali è possibile trovare indicazione nei documenti di prassi diffusi dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS.

In particolare, alcune criticità riguardano i casi in cui ad erogare le somme che costituiscono reddito di lavoro dipendente o assimilato siano più soggetti.

Requisiti per poter usufruire del bonus
I requisiti per poter usufruire del bonus continuano a far riferimento al periodo di imposta 2014.
Dunque, occorre effettuare delle previsioni sul reddito che il soggetto che potenzialmente potrà avere diritto al credito percepirà nel corso del 2014 (fino al 12 gennaio 2015 per effetto del periodo d’imposta allargato).
Le fasi sono due:

a) la prima è quella riguardante la presenza di redditi di lavoro dipendente ed assimilati che danno diritto credito di cui al comma 1 bis del’articolo 1 del TUIR che facciano emergere un’imposta lorda maggiore delle detrazioni di lavoro di cui al comma 1 del medesimo articolo. Se tale risultato non fa conseguire un debito di imposta, il credito non spetta;

b) in caso contrario, la fase due prevede che si vada a verificare se il lavoratore abbia conseguito un reddito complessivo (questa volta il riferimento non è solo a quello che da diritto al bonus) fino a 26 mila euro.

Ad esempio:
Se l’importo si colloca fino a 24 mila euro, spetta per intero ed è pari a 640 euro.
Se è superiore a 24 mila euro ma non a 26 mila euro, il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro.

Una volta determinato l’importo annuo spettante, assumono rilievo i giorni di lavoro nell’anno che danno diritto alle detrazioni fiscali di cui all’art.13 del TUIR (si veda circolare Ministero delle Finanze n.3/E/1998).
Conseguentemente, va tenuto conto dei rapporti di lavoro instaurati nel corso dell’anno e di quelli che sono cessati o cesseranno nel 2014 (es. contratti a termine).
In questo caso, l’importo annuo andrà riproporzionato.
L’importo del credito va erogato dai mesi di maggio a dicembre.
A tal fine, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n.9/E del 14 maggio 2014, ha chiarito che sarà possibile utilizzare il criterio della determinazione del credito spettante da erogare nel periodo di paga in relazione ai giorni del mese per i quali spettano le detrazioni di lavoro dipendente, ma anche altri criteri sono stati ritenuti validi.

Ad esempio:
Secondo l’Agenzia, è possibile ripartire l’importo del credito spettante considerando il numero dei periodi di paga in cui il credito stesso è erogato.
Per i rapporti di lavoro che si protraggono per l’intero anno 2014, in cui non appare rilevante ai fini in esame la considerazione dell’esatto numero dei giorni di ciascun mese, l’importo del credito di 640 euro su base annua potrà essere erogato per un importo pari a 80 euro al mese per ciascuno degli 8 mesi che vanno da maggio a dicembre 2014.
Se l’erogazione avvenisse per motivi tecnici nei 7 mesi da giugno a dicembre 2014 l’importo sarebbe di 91,43 euro al mese.

Non è consentito, invece, dividere l’importo del credito di 640 euro su base annua per le 12 mensilità, ed erogare euro 53,33 per ciascuno degli 8 mesi che vanno da maggio a dicembre 2014 (totale euro 426,67), erogando solo a conguaglio la differenza (euro 213, 33).

Particolare attenzione bisognerà prestare nel caso di più rapporti di lavoro ovvero nel caso di erogazione di somme da parte di altri soggetti (es. INPS per prestazioni di sostegno al reddito).
Va considerato, infatti, che ogni sostituto di imposta eroga automaticamente e senza alcuna richiesta il credito all’avente diritto. Conseguentemente, potrebbe accadere che il lavoratore si trovi ad aver percepito somme maggiori rispetto a quelle spettanti.

A tal fine, è necessario che il lavoratore comunichi tempestivamente al sostituto d’imposta se non ha diritto al credito.

In tal caso, il sostituto di imposta procede al ricalcolo operato il conguaglio già nei periodi di paga successivi a quello di erogazione del credito, anche prima del conguaglio di fine anno o di fine rapporto (cfr. circolare n.9/E cit.).

Peraltro, potrà accadere anche il caso contrario: cioè che il datore di lavoro non corrisponda al lavoratore il bonus perché il suo reddito è di importo non sufficiente a far maturare il debito di imposta. Se tale lavoratore per effetto di altri redditi (es. rapporti di lavoro a tempo parziale) potrebbe avere diritto al credito, potrà comunicarlo al datore di lavoro ovvero recuperare le somme in sede di dichiarazione annuale (730 o Unico).

Infine, è utile ricordare che nel caso di cessazione del rapporto di lavoro il sostituto di imposta è tenuto ad indicare i dati relativi al bonus erogato o anche non erogato, nelle annotazioni del CUD co codice ZZ.

Fonte: Ipsoa.it

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