Auto assegnate ai dipendenti: la disciplina fiscale

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In quale misura è prevista la deducibilità dei costi auto per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti? E quale documentazione è necessaria per dimostrarne l’utilizzo?

Quando si parla di veicoli aziendali dati in uso ai dipendenti si fa riferimento agli autoveicoli, agli autocaravan, ai motocicli e ai ciclomotori così come definiti dal Codice della strada (D.Lgs. n.285/1992 e successive modificazioni).

Le altre tipologie di veicoli, per le loro caratteristiche, non si prestano ad un uso, personale e/o promiscuo, da parte del dipendente, in quanto tali mezzi possono essere assegnati al dipendente, esclusivamente per uso aziendale non concorrendo a formare il suo reddito di lavoro dipendente.

Pertanto, ai fini della disciplina fiscale applicabile occorre distinguere tra i seguenti casi:

• autovetture concesse in uso promiscuo ai dipendenti per oltre la metà del periodo d’imposta;
• autovetture concesse in uso esclusivamente aziendale ai dipendenti;
• autovetture concesse in uso promiscuo agli amministratori.

Per completezza, si ricorda che, in base al c.3 dell’art.51 del Tuir, qualora il valore del reddito in natura relativo al veicolo, assegnato al dipendente, fosse inferiore a € 258,23 e non concorrono altri fringe benefit alla formazione di detto ammontare, l’importo non costituisce reddito per il dipendente.
Se invece il predetto valore è superiore al citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito del lavoratore dipendente.

L’articolo in .pdf (in download alla fine dell’articolo) spiega con esempi pratici come si determina il valore dell’uso promiscuo dell’auto aziendale ai fini della tassazione in capo al dipendente e cosa succede quando un veicolo è attribuito agli amministratori o ai collaboratori coordinati e continuativi.

Fonte: Stefano Liali – Guida alle Paghe – Ipsoa Editore

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