Assunzioni a termine: agenzie di somministrazione con limiti propri

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Accomunati solo dall’acausalità, contratto a tempo determinato e di somministrazione di lavoro a termine seguono regole proprie. Sono venuti meno i dubbi in merito all’applicabilità anche ai contratti di somministrazione stipulati in azienda dei limiti numerici previsti per i contratti a termine: l’individuazione di tali limiti quantitativi è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro. Cosa invece succede in caso di assunzioni a termine operate dalle Agenzie di somministrazione?

Contratto di lavoro a termine e somministrazione
Le modifiche introdotte dal D.L. n.34/2014 sono mirate esclusivamente alla disciplina del contratto a termine. Pertanto, a parte il comma 1 dell’articolo 1 del D.lgs. n.368/2001 che, nella nuova stesura, accomuna i due contratti nella acausalità, il contratto a tempo determinato e quello di somministrazione di lavoro a termine seguono, ciascuno di essi, regole proprie.

Lo chiarisce espressamente un ordine del giorno del Senato, accolto dal Governo, che sottolinea come le nuove norme sul contratto a termine non si applichino al rapporto di lavoro in somministrazione che trova la sua specifica disciplina nel Dlgs. n.276/2003.
Il richiamato ordine del giorno, presentato il 5.5.2014 a Palazzo Madama e accolto dal Governo, impegna quest’ultimo a operare in sede di interpretazione e applicazione dell’articolo 1 del decreto-legge nella sua nuova formulazione, confermando che i limiti di cui all’articolo 1, comma 1, e all’articolo 5, comma 4-bis, secondo periodo, del d. lgs. n.368/2001, […] sono esclusivamente riferibili al contratto a tempo determinato e non al lavoro somministrato tramite agenzia.

Limiti numerici per il soggetto utilizzatore
Per quanto riguarda il soggetto utilizzatore, pertanto, sono venuti meno i dubbi che erano sorti esaminando il testo del decreto originariamente proposto e che sembrava applicare anche ai contratti di somministrazione stipulati in azienda i limiti numerici previsti per i contratti a termine.

Il testo della legge n.78/2014, di conversione del D.L. n.34/2014, richiama ora, espressamente, i soli contratti a tempo determinato, mentre l’individuazione di limiti quantitativi di utilizzazione della somministrazione di lavoro a tempo determinato è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da sindacati comparativamente più rappresentativi, a norma dell’articolo 20 del D.lgs. n. 276/2003. Non vi è, pertanto, per l’utilizzatore un vincolo numerico fissato dalla legge, bensì un rimando alla contrattazione collettiva nazionale.

Lavoratori assunti dall’Agenzia di somministrazione
Nulla dice la norma in esame in ordine alle assunzioni dei lavoratori operate dall’Agenzia di somministrazione per essere avviati presso l’utilizzatore.

A questo proposito occorre fare riferimento all’articolo 22 del D.lgs. n.276/2003, il comma 2 stabilisce che le Agenzie sono soggette alla disciplina di cui al decreto legislativo 6 settembre 2001, n.368, per quanto attiene il rapporto di lavoro tra esse ed il prestatore di lavoro “per quanto compatibile” e in ogni caso con esclusione delle disposizioni di cui all’articolo 5, commi 3 e seguenti. Preliminarmente, si ricorda che , a fronte dell’abrogazione dell’obbligo di indicare nel contratto a termine le ragioni che lo giustificano, l’articolo 1 del D.L. n.34/2014 introduce un limite quantitativo alla stipula dei contratti a termine, che non possono superare il 20 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione.

Il comma 7 dell’articolo 10 del D.lgs. n.368/2001 consente ai contratti di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi la possibilità di individuare limiti quantitativi all’utilizzazione del contratto a tempo determinato, diversi da quello legale e che potrebbero essere superiori (ma anche inferiori) a quello ora stabilito dalla norma di legge.

Per quanto riguarda l’applicazione di queste disposizioni alle assunzioni a termine operate dalle Agenzie di somministrazione appare utile osservare che:

· la corte di Giustizia Europea si è espressa, con sentenza del 11/04/2013, con riferimento ai limiti di reiterazione dei contratti di somministrazione affermando che “La direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, e l’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che compare in allegato a tale direttiva, devono essere interpretati nel senso che non si applicano né al rapporto di lavoro a tempo determinato tra un lavoratore interinale e un’agenzia di lavoro interinale né al rapporto di lavoro a tempo determinato tra tale lavoratore e un’impresa utilizzatrice”;

· la Corte di Cassazione, con sentenza n.13404 del 29 maggio 2013, nel ritenere applicabile al contratto di somministrazione a termine le disposizioni dell’articolo 32 comma 5 della legge n.183/2010 (Collegato Lavoro) in quanto non espressamente esclusa dal legislatore, richiama la suddetta sentenza della Corte di Giustizia Europea del 11/04/2013, precisando che i limiti del contratto a termine sono espressamente esclusi per il lavoro tramite agenzia dalla Direttiva UE;

· sulla Gazzetta Ufficiale del 22 marzo 2012 è stato pubblicato il Dlgs 2 marzo 2012 , n.24 che attua la direttiva 2008/104/CE, relativa al lavoro tramite agenzia interinale, che si applica ai dipendenti delle agenzie di somministrazione fermo restando che i CCNL possono introdurre disposizioni più favorevoli per detti lavoratori. L’articolo 6 del decreto aggiunge all’articolo22 del Dlgs. n.276/2003 il comma 3-bis, secondo il quale le Agenzie possono effettuare le assunzioni a tempo indeterminato e a tempo determinato anche con rapporto di lavoro a tempo parziale e in tale caso si applica il Dlgs. n. 61 del 2000 “in quanto compatibile”.

Assume rilievo, quindi, la valutazione della compatibilità fra le norme dettate, sia dal D.lgs. n.368 per il contratto a termine (c.2, art.22 Dlgs. n.276/2003) sia dal Dlgs. n.61 per i partime (c.3-bis art.22 stesso decreto) con la natura e le finalità proprie della somministrazione di lavoro.

L’applicazione alle Agenzie del limite percentuale previsto dall’articolo 1 del D.L. 34/2014 non sembra in tal senso compatibile con l’attività di una Agenzia che assume a termine i prestatori di lavoro in funzione delle richieste, del tutto svincolate da limiti numerici che non siano quelli posti dalla contrattazione collettiva, degli utilizzatori.

Fonte: Ipsoa.it

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