Assunzioni a tempo indeterminato: sale il tetto per gli sgravi contributivi

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Il DDL Stabilità 2015, nel testo che ha ricevuto il benestare del MEF, ha innalzato a 8.060 euro su base annua l’importo di esonero per le “nuove” assunzioni a tempo indeterminato operate dal 1° al 31 dicembre 2015.

Sale a 8.060 euro annui il limite massimo di un importo di esonero di cui possono fruire i datori di lavoro per le “nuove” assunzioni a tempo indeterminato operate dal 1° al 31 dicembre 2015.

L’articolo 12 del disegno di legge di Stabilità per l’anno suddetto, nel testo che ha ricevuto il benestare del MEF, disciplina il nuovo incentivo che, per espressa volontà del Governo, dovrebbe “promuovere forme di occupazione stabile”, in linea con il tenore del disegno di legge delega Jobs act per la riforma del mercato del lavoro, in discussione presso la Commissione Lavoro della Camera.

Quest’ultimo provvedimento delega, infatti, il Governo a promuovere il contratto a tempo indeterminato come forma privilegiata di contratto di lavoro, rendendolo più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto in termini di neri diretti ed indiretti.

Da qui, pertanto, discende la ratio dell’esonero contributivo a favore dei datori di lavoro che scelgono questa tipologia contrattuale.

Sgravio triennale: condizioni
Il beneficio contributivo non interessa i premi assicurativi contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e non va a ledere i diritti pensionistici dei lavoratori assunti che si vedranno comunque accreditati i contributi a carico dello Stato che, a questo fine provvede nei limiti del finanziamento stanziato ( 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 e 500 milioni per il 2018) posto a carico del Fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987, n.183, già destinate agli interventi del Piano di Azione Coesione, ai sensi dell’articolo 23, comma 4, della legge 12 novembre 2011, n.183.

Pur essendo riferito alle sole assunzioni effettuate nel 2015, il beneficio spetta infatti per un periodo massimo di 36 mesi.

Dal beneficio contributivo sono esclusi il settore agricolo e i rapporti di lavoro domestico, nonché i contratti di apprendistato che, pur essendo contratti di lavoro a tempo indeterminato fruiscono già di uno specifico regime agevolato. Opportunamente il testo depositato in Parlamento non ripropone l’abrogazione dell’ulteriore anno di esonero contributivo spettante al datore di lavoro che conferma in azienda il lavoratore al termine del periodo di apprendistato.

È confermata, invece, l’abrogazione del comma 9 dell’articolo 8 della legge n.407/1990 che consente di assumere con sgravi contributivi i disoccupati di lungo periodo.

Beneficiari dello sgravio
Potranno fruire dell’esonero contributivo, si è detto, le “nuove” assunzioni operate nel 2015. Non è però chiaro che cosa si intenda con tale termine, una lettura corrente lo riconduce alle assunzioni a tempo indeterminato con contratto a tutele crescenti, ma è una interpretazione che non convince. Deve però chiarirsi se per “nuova” si intende l’assunzione ad incremento della base occupazionale o se è sufficiente che si avvii al lavoro un nuovo lavoratore. In ogni caso, l’esonero non spetta in caso di assunzione di:

· lavoratori che nei sei mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro
· lavoratori per i quali il beneficio sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato
· lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro, ivi considerando società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della legge di stabilità.

Si applicano, inoltre, i commi da 12 a 15 dell’articolo 4 della legge n.92/2012, stante la loro portata generalizzata a qualsiasi incentivo all’assunzione. Pertanto, l’esonero contributivo non spetta se:

• è stato violato il diritto di precedenza
• l’assunzione è effettuata in attuazione di un obbligo derivante da norme di legge o contrattuali
• il datore di lavoro o l’utilizzatore hanno in atto sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazioni aziendali, salvo i casi connessi a diverse professionalità o unità produttive diverse
• i lavoratori assunti siano stati licenziati nei sei mesi precedenti da un datore di lavoro che risulti in rapporto di collegamento o controllo con il datore di lavoro che assume o utilizza detti lavoratori, oppure presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli di quest’ultimo.

Perdita dell’incentivo
Si ricorda, inoltre, che l’inviotardivo della comunicazione di assunzione al centro per l’impiego comporta la perdita della quota di incentivo relativo al periodo compreso fra la decorrenza del rapporto di lavoro agevolato e la data della comunicazione tardiva.

Fonte: Ipsoa.it

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