Assunzione in base alle liste di collocamento: risarcimento danni al lavoratore pretermesso

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P.A. condannata a risarcire il danno al lavoratore pretermesso ad altri nell’assunzione in base alle liste di collocamento. La Cassazione ha ribadito che il datore di lavoro, inadempiente all’obbligo di assunzione del lavoratore avviato è tenuto, per responsabilità contrattuale, a risarcire l’intero pregiudizio patrimoniale che il lavoratore ha consequenzialmente subito durante tutto il periodo in cui si è protratta l’inadempienza del datore di lavoro medesimo; pregiudizio che può essere in concreto determinato, senza bisogno di una specifica prova del lavoratore, sulla base del complesso delle utilità (salari e stipendi) che il lavoratore avrebbe potuto conseguire, ove tempestivamente assunto, mentre spetta al datore di lavoro provare l’aliunde perceptum, oppure la negligenza del lavoratore nel cercare altra proficua occupazione.

Con una interessante decisione, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha affermato che, ove sia accertata l’illegittimità dell’atto di avviamento del Centro per l’impiego relativamente ad un lavoratore pretermesso ad altri per l’assunzione con contratto di formazione e lavoro, la Pubblica Amministrazione (nella specie, il Ministero, riguardando l’illegittimità un provvedimento adottato dall’allora Ufficio di collocamento), è tenuta, per responsabilità contrattuale, a risarcire l’intero pregiudizio patrimoniale che il lavoratore ha consequenzialmente subito durante tutto il periodo in cui si è protratta l’inadempienza; pregiudizio che può essere in concreto determinato, senza bisogno di una specifica prova del lavoratore, sulla base del complesso delle utilità (salari e stipendi) che il lavoratore avrebbe potuto conseguire, ove tempestivamente assunto, mentre spetta alla P.A. provare l’aliunde perceptum, oppure la negligenza del lavoratore nel cercare altra proficua occupazione.

Il fatto trae origine dal contenzioso instaurato da un lavoratore contro il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

A.B., premesso di aver ottenuto, da parte del Consiglio di Stato, l’annullamento dell’atto di avviamento dell’Ufficio di collocamento di S.A. che, nel luglio 1987, lo aveva pretermesso per una assunzione presso l’Enel con contratto di formazione e lavoro, ha adito il Tribunale per ottenere il risarcimento del danno per il periodo 1987-2002 (data di avviamento al lavoro presso l’Enel).

Il Tribunale aveva respinto la domanda e la Corte dì appello, riformando la sentenza, aveva condannato il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali al pagamento dei danni liquidati equitativamente in euro 74.000,00.

Contro la sentenza d’appello proponeva ricorso per cassazione il Ministero, in particolare – per quanto qui di interesse – per avere, la Corte di appello, accolto erroneamente la domanda di risarcimento del danno a fronte della mancata allegazione, da parte del lavoratore, di uno stato di disoccupazione protratto per il periodo dedotto in atti (1987-2002), elemento necessario per consentire la liquidazione del danno patrimoniale e, prima ancora, per far sorgere l’onere di specifica contestazione della controparte, anche a fronte della circostanza (emersa da una verifica previdenziale) dello svolgimento di lavoro subordinato da parte dell’A. per altre aziende sin dal 1990.

La Cassazione ha respinto il ricorso del Ministero, affermando un principio di diritto già presente nella giurisprudenza della Corte, ma che per la sua importanza dev’essere ribadito in questa sede.

Al fine di meglio comprendere la soluzione offerta dai Supremi Giudici deve qui ricordarsi che i soggetti preposti alla erogazione dei servizi per il lavoro sono i Centri Pubblici per l’Impiego e gli altri organismi autorizzati o accreditati a svolgere le previste funzioni in conformità delle norme regionali.

I Centri per l’Impiego sono le strutture pubbliche che erogano servizi per il lavoro e dipendono dalle amministrazioni provinciali, sulla base di quanto disposto dal D.Lgs. 469/1997, che ha delegato agli enti territoriali il collocamento e ha prefigurato un sistema di politiche attive del lavoro.

Alle Regioni sono assegnati compiti di indirizzo, coordinamento e programmazione e valutazione dei servizi territoriali per il lavoro.

Alle Province sono demandati principalmente tre compiti:
a) la costituzione dei Centri per l’Impiego;
b) la realizzazione delle procedure burocratico amministrativo (iscrizioni, certificazioni, gestione delle liste di mobilità, raccolta delle domande di indennità di disoccupazione, avviamenti e selezioni presso gli enti pubblici);
c) l’attivazione di servizi individuali e collettivi a favore dell’occupazione (servizi per il lavoro).
Il D. Lgs. 14 settembre 2015 n.150 (attuativo del Jobs act) ridisegna anche il ruolo dei centri per l’impiego che devono erogare una serie di servizi obbligatori.

I centri per l’impiego, che rientrano nel novero dei livelli essenziali delle prestazioni, sono obbligati per legge a fornire una serie di servizi che possono essere erogati anche dai soggetti privati accreditati a livello regionale.

La nuova governance dei servizi per l’impiego, caratterizzata dal sistema misto pubblico/privato, ha lo scopo di attivare le persone beneficiarie di ammortizzatori sociali per immetterle in tempi rapidi nel mercato del lavoro attraverso l’assegno di ricollocazione.

L’ANPAL – Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, le Regioni con i centri per l’impiego e i soggetti privati accreditati realizzano un sistema multilivello assai complesso che ha lo scopo di garantire a tutti gli utenti i servizi minimi essenziali stabiliti per legge.

In relazione alla disciplina dei centri per l’impiego, particolare rilievo assume la soppressione delle Province operata dalla l. 56/2014 (Legge Delrio; nell’ambito del passaggio delle funzioni delle soppresse Province ad altri organismi rientrano anche le funzioni in materia di politiche attive, delle quali sono titolari i centri per l’impiego, transitati in capo alle Regioni con l’articolo 15 del D.L. 19 giugno 2015 n.78 (convertito in l.6 agosto 2015 n.125).

Questa norma interviene sul funzionamento dei servizi per l’impiego e delle connesse funzioni amministrative inerenti alle politiche attive per il lavoro attribuendo alle Regioni il compito di organizzarne il funzionamento.

Più nel dettaglio, il richiamato articolo 15, allo scopo di garantire i livelli essenziali delle prestazioni in materia di sevizi e politiche attive per il lavoro, dispone la conclusione di un accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome relativo ad un piano di rafforzamento dei servizi per l’impiego, ai fini dell’erogazione delle politiche attive, mediante l’impiego coordinato di fondi nazionali, regionali ed europei.

Si introduce anche l’istituto della convenzione tra ogni Regione o Provincia autonoma ed il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, intesa a garantire i livelli essenziali delle prestazioni in materia di servizi per l’impiego e di politiche attive del lavoro. Subordinatamente alla stipula delle convenzioni il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è autorizzato a utilizzare 90 milioni di euro a carico del fondo di rotazione di cui all’art.9 del D.L. 20 maggio 1993 n.148, convertito in l.19 luglio 1993 n.236 per finanziare la copertura dei costi del personale assunto a tempo indeterminato presso i centri per l’impiego delle ex province.

Tanto premesso, tornando al caso in esame, la Cassazione ha ribadito che il datore di lavoro, inadempiente all’obbligo di assunzione del lavoratore avviato ai sensi della L. n. 482 del 1968 (ma il principio è analogamente applicabile alla controversia in esame), è tenuto, per responsabilità contrattuale, a risarcire l’intero pregiudizio patrimoniale che il lavoratore ha consequenzialmente subito durante tutto il periodo in cui si è protratta l’inadempienza del datore di lavoro medesimo; pregiudizio che può essere in concreto determinato, senza bisogno di una specifica prova del lavoratore, sulla base del complesso delle utilità (salari e stipendi) che il lavoratore avrebbe potuto conseguire, ove tempestivamente assunto, mentre spetta al datore di lavoro provare l’aliunde perceptum, oppure la negligenza del lavoratore nel cercare altra proficua occupazione.

La Corte d’appello, dopo aver rilevato la formazione del giudicato interno con riguardo alla sussistenza di un “vero e proprio diritto soggettivo all’avviamento in esecuzione della richiesta effettuata daIl’Enel”, aveva evidenziato che i lavoratori illegittimamente avviati nel 1987 al posto dell’A. avevano stipulato un contratto di formazione e lavoro e, alla scadenza, erano stati tutti assunti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Il giudice di merito, pertanto, traendo l’inferenza presuntiva dagli elementi raccolti, aveva fatto applicazione dei principi innanzi richiamati, ritenendo che l’aspettativa dell’A., che era utilmente collocato nella graduatoria in vigore al momento della richiesta dell’imprenditore, di essere avviato al lavoro presso Enel con un contratto di formazione e lavoro fosse concreta.
Da qui, dunque, il rigetto del ricorso del Ministero.

Di rilievo le conseguenze pratiche della sentenza.

Ed infatti, secondo l’esegesi della S.C., ove sia accertata l’illegittimità dell’atto di avviamento del Centro per l’impiego relativamente ad un lavoratore pretermesso ad altri per l’assunzione con contratto di formazione e lavoro, la Pubblica Amministrazione (nella specie, il Ministero, riguardando l’illegittimità un provvedimento adottato dall’allora Ufficio di collocamento), è tenuta, per responsabilità contrattuale, a risarcire l’intero pregiudizio patrimoniale che il lavoratore ha consequenzialmente subito durante tutto il periodo in cui si è protratta l’inadempienza; pregiudizio che può essere in concreto determinato, senza bisogno di una specifica prova del lavoratore, sulla base del complesso delle utilità (salari e stipendi) che il lavoratore avrebbe potuto conseguire, ove tempestivamente assunto, mentre spetta alla P.A. provare l’aliunde perceptum, oppure la negligenza del lavoratore nel cercare altra proficua occupazione.

Fonte: Ipsoa.it

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