Assunzione donne svantaggiate: confermati gli incentivi

0
70

Confermata la riduzione dei contributi dovuti all’INPS a favore dei datori di lavoro che assumono donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti a decorrere dal 1° luglio 2014. Dopo il blocco cautelare, l’INPS comunica la ripresa degli incentivi.

L’Inps aveva affidato al messaggio n.6325 del 23 luglio 2014 la comunicazione dello stop alla concessione delle agevolazioni alle assunzioni previste dalla Legge Fornero all’art.4, commi da a 8 a 11 introdotte con riferimento alle assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013. Per poi riportare tutto “alla normalità” dopo che il Ministero del lavoro ha declinato la propria posizione in merito dando cosi’ la possibilità di riprendere lerogazione degli incentivi.

La sospensione delle agevolazioni e il successivo ripristino
Il blocco iniziale delle agevolazioni a far data dal 1° luglio 2014 trae origine dalla mancata proroga della Carta (già prorogata dalla originaria scadenza del 31.12.2013 al 30.6.2014) che individua le Regioni destinatarie degli incentivi alle assunzioni previste dalla Legge Fornero. Le procedure di elaborazione automatica dei moduli 92-2012 sono state di conseguenza prima aggiornate per rigettare le eventuali istanze che dovessero essere (state) inoltrate e poi, in seconda battuta, riattivate a seguito del ripristino.

Si ricorda, infatti, che l’accesso alle agevolazioni avviene a seguito di positiva valutazione della comunicazione inviata on line (tramite cassetto previdenziale aziende e aziende agricole del sito www.inps.it, come da msg. Inps n. 122122013) da parte delle aziende interessate.

Quali sono le assunzioni agevolate interessate?
Giova brevemente richiamare alla memoria le previsioni contenute nella legge Fornero per capire esattamente di quali agevolazioni si tratta (sul punto sono state anche emanate in passato dall’Inps la circolare n. 111 del 24 luglio 2013 e il richiamato messaggio n. 12212 del 29 luglio 2013).

Il riferimento, nello specifico, è all’assunzione agevolata con contratto di lavoro dipendente, anche a tempo determinato (anche in somministrazione o in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro ai sensi della legge n.142/2001) e anche a tempo parziale (escluse, invece, in ragione della loro specialità le assunzioni con contratto di lavoro domestico, intermittente, ripartito, accessorio), di donne di qualsiasi età, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione Europea (e nelle aree di cui all’articolo 2, punto 18), lettera e), del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, annualmente individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Deve trattarsi di regioni indicate nella carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese.
Per il periodo 2007-2013 la carta è stata definita con Decisione C (2007) 5618 def. corrigendum del 28 novembre 2007 (consultabile sul sito internet del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica, all’indirizzo http://www.dps.mef.gov.itQSNqsn_aiuti_di_stato.asp).

Detto periodo e’ stato, come detto, poi prorogato al 30 giugno 2014, ma non oltre.
Inoltre, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione contributiva non è richiesta una durata minima del requisito della residenza in capo alla lavoratrice, purché si tratti di una residenza effettiva e non apparente; il rapporto di lavoro può svolgersi anche al di fuori delle aree indicate.

Per quanto concerne, poi la condizione dell’assenza di impiego, in conformità al D.M. 20 marzo 2013 ed ai chiarimenti ministeriali contenuti nella circolare n.34 del 25/7/2013 (cfr. Msg. Inps n.12212 del 29.7.2013) – deve essere qualificata priva di impiego regolarmente retribuito la donna che, nel periodo considerato (sei o ventiquattro mesi):

· non ha svolto attività lavorativa in attuazione di un rapporto di lavoro subordinato di durata pari o superiore a sei mesi;
· né ha svolto attività lavorativa autonoma (compresa la collaborazione coordinata e continuativa e a progetto) dalla quale derivi un reddito pari o superiore al reddito minimo personale annuale escluso da imposizione fiscale.

Si evidenzia che la situazione di “priva di impiego regolarmente retribuito” prescinde dall’eventuale stato di disoccupazione disciplinato dal decreto legislativo 21 aprile 2000, n.181; pertanto non è necessaria la previa registrazione della donna presso il centro per l’impiego.

La misura dell’incentivo, infine, consiste nella riduzione dei contributi dovuti nella misura del 50% per un periodo di 12 mesi. La riduzione opera in favore del datore di lavoro.

Tuttavia, qualora l’assunzione a termine viene confermata e trasformata in rapporto a tempo indeterminato, la riduzione dei contributi si prolunga fino a 18° mese dalla data di assunzione.

Se, infine, l’assunzione avviene a tempo indeterminato, la riduzione spetta per un periodo di 18 mesi dalla data di assunzione.

Regole generali di accesso agli incentivi alle assunzioni
In via generale, comunque, si ricorda che gli incentivi sono subordinati alla regolarità prevista dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 296/2006, inerente:

– l’adempimento degli obblighi contributivi;
– l’osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;
– il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
· all’applicazione dei principi stabiliti dall’articolo 4, commi 12, 13 e 15, della legge 92/2012;
· alle condizioni generali di compatibilità con il mercato interno, previste dagli articoli 1 e 40 del regolamento (CE) n.800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008.

Come si presenta ora la situazione?
Come detto, l’Inps in prima battuta ha sospeso “in via cautelare” l’accesso agli incentivi motivandolo con la mancata proroga della Carta per poi “ripristinarlo” sulla scorta di quanto precisato dal Ministero del lavoro.

Il Ministero, infatti, interpellato in merito, ha chiarito che l’incentivo previsto dalle citate disposizioni costituisce un regime di aiuti in favore dei lavori svantaggiati e dunque e’ possibile ritenere utili ai fini dell’applicazione dell’incentivo le Regioni indicate nella Carta (recepita con D.M. 27 marzo 2008 del Ministro dello Sviluppo Economico) fino alla adozione della nuova Carta.

Questo significa che e’ ripristinata la possibilità di riconoscere gli incentivi in oggetto anche per le assunzioni, proroghe e trasformazioni effettuate dal 1° luglio 2014 e la procedura di elaborazione automatica dei moduli 92-2012 viene aggiornata per consentire l’ammissione delle istanze.

L’esito negativo attribuito alle istanze, precisa l’Inps, con la motivazione del mancato rinnovo della Carta sarà annullato automaticamente dai sistemi Inps e sostituito con un esito positivo di accoglimento con contestuale attribuzione del codice di autorizzazione “2H” in favore delle matricole interessate.

Fonte: Ipsoa.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here