Assegno di natalità: gestione delle domande presentate dai cittadini extracomunitari

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L’INPS, sentito il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, informa che vanno respinte le domande di assegno di natalità, presentate da cittadini extracomunitari in possesso di titoli di soggiorno diversi da quello CE per soggiornanti di lungo periodo, oppure carenti degli altri requisiti di legge. Con messaggio n.1110 del 10 marzo 2016, l’Istituto fornisce le istruzioni per la gestione delle domande sospese per carenza del titolo idoneo.

L’articolo 1, commi da 125 a 129 della Legge 23 dicembre 2014, n.190 ha previsto un beneficio di carattere sperimentale, per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017 che consiste in un assegno annuo (cd. Assegno di natalità) pari a 960 euro, da corrispondere mensilmente fino al terzo anno di vita del bambino, oppure fino al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato, a decorrere dal mese di nascita o di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione.

L’assegno è riconosciuto ai nuclei familiari il cui genitore richiedente sia in una situazione economica corrispondente ad un valore dell’ISEE non superiore ai 25.000 euro annui. Per i nuclei familiari in possesso di un ISEE non superiore a 7.000 euro annui, l’importo annuale dell’assegno è raddoppiato. Ai fini dell’assegno occorre che il genitore richiedente, oltre ad essere residente in Italia e convivente con il figlio nato o adottato, sia:

– cittadino italiano, o avente lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
– cittadino comunitario;
– cittadino extracomunitario con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui al riformato articolo 9 del Decreto Legislativo n.286/1998 e successive modificazioni.

Con messaggio n.1110 del 10 marzo 2016, l’INPS comunica che nel corso del 2015, sono state presentate domande di assegno di natalità da parte di cittadini extracomunitari aventi titoli di soggiorno diversi da quello indicato in precedenza. Per chiarezza dunque l’Istituto, sentito il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, informa che vanno respinte le domande presentate da cittadini extracomunitari in possesso di titoli di soggiorno diversi dal predetto premesso di soggiorno CE, oppure carenti degli altri requisiti di legge.

Per le domande di assegno in sospeso, le Strutture territoriali sono tenute a procedere con l’istruttoria, accertando la sussistenza di tutti i requisiti in capo all’altro genitore presente nel nucleo (inclusi residenza in Italia, convivenza col figlio, cittadinanza italiana o comunitaria o permesso di soggiorno CE di lungo periodo), benché questi non abbia espressamente presentato domanda. Solo in caso di esito favorevole dell’istruttoria, l’accoglimento sarà disposto comunque in favore dell’originario genitore richiedente (privo del permesso di soggiorno CE di lungo periodo), anche ai fini del pagamento, ed avrà efficacia in base alla data di presentazione della domanda sospesa.

Per le domande presentate d’ora in avanti invece, le domande presentate dal genitore non in possesso dei requisiti, incluso il possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, vanno respinte tempestivamente anche per dare la possibilità all’altro genitore, eventualmente in possesso dei requisiti, di presentare in proprio domanda.

Fonte: Ipsoa.it

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