Arrivano nuove istruzioni sul riscatto studi universitari

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Alcune Sedi della Gestione Dipendenti Pubblici hanno posto il dubbio circa l’esatta individuazione degli anni da ammettere a riscatto nel caso in cui il corso di laurea si sia protratto nel tempo con iscrizione a due o più facoltà universitarie.

L’INPS con messaggio n.5811 del 4 luglio 2014., ricorda innanzi tutto che per le domande di riscatto ai fini di quiescenza del periodo legale degli studi universitari presentate a far data dal 12 luglio 1997, la normativa di riferimento è il decreto legislativo 30 aprile 1997, n.184, che all’art.2, comma 2, ne prevede il riscatto, in tutto o in parte, allorché sia stato conseguito il relativo titolo e il periodo non sia già coperto da contribuzione obbligatoria o figurativa. In merito al dubbio esposto dalle sedi ritiene poi che, nel caso in cui un soggetto, dopo l’iscrizione sia passato ad altro corso di laurea ottenendo nella nuova facoltà, per effetto del riconoscimento degli studi già compiuti, l’iscrizione ad un anno di corso diverso dal primo, gli anni da ammettere a riscatto saranno rappresentati da quelli di corso della nuova facoltà, presso la quale è stato conseguito il titolo, nonché degli anni di corso della facoltà di provenienza.

Gli studi devono essere considerati nel loro complesso, restando inteso che numero complessivo degli anni da ammettere a riscatto è quello corrispondente alla durata legale del corso che ha dato luogo al conferimento della laurea, con esclusione, in ogni caso, degli anni fuori corso.

Fonte: Ipsoa.it

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