Arrivano le istruzioni sul bonus Irpef

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Con circolare n.67 del 29 maggio 2014 l’INPS, dopo aver individuato le condizioni necessarie per la concessione del credito (requisiti soggettivi, limiti di reddito, regola per la concessione del credito e soggetti esclusi) rileva che è il sostituto d’imposta a dover determinare la spettanza del credito e il relativo importo sulla base dei dati reddituali a sua disposizione ed effettuando le verifiche di spettanza del credito e del relativo importo.

L’articolo 1 del D.L n.66 del 24/04/14, riconosce, per il solo periodo di imposta 2014, un credito di euro 640 complessivi, ai titolari di reddito da lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, la cui imposta lorda determinata su detti redditi, sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro spettanti. Tale credito, che non concorre alla formazione del reddito, dovrà essere ripartito tra le retribuzioni erogate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto stesso fino al 31.12.2014 ed inoltre è riconosciuto, in via automatica, da parte dei sostituti di imposta, senza attendere la richiesta esplicita da parte dei potenziali beneficiari per l’anno 2014.

Nel caso delle prestazioni a sostegno del reddito, l’Istituto, in qualità di sostituto di imposta, è tenuto a riconoscere in via automatica il credito determinando la spettanza ed il relativo importo sulla base dei dati a disposizione riguardanti i redditi percepiti dal lavoratore.

Determinazione del credito
Ai fini della determinazione del credito, le prestazioni a sostegno del reddito possono essere distinte in due categorie:

– le prestazioni per le quali il credito sarà determinato utilizzando il calcolo del “reddito previsionale” e rientrano in tale categoria p.es. le indennità di disoccupazione ASpI e MiniASpI; l’indennità di mobilità ordinaria; i trattamenti di disoccupazione speciali per l’edilizia; i sussidi per lavoratori socialmente utili, sussidi straordinari o speciali, sussidi erogati in attivazione di programmi di Welfare to Work; i crediti da lavoro pagati a carico del Fondo di garanzia; le indennità di maternità per congedo obbligatorio; il congedo obbligatorio del padre.

– le prestazioni per le quali il credito verrà determinato in base ai dati disponibili e nel momento in cui si verifichi il requisito di accesso alla soglia minima del reddito complessivo per il quale l’imposta lorda sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro dipendente come previsto dall’art.13 del T.U.I.R. Rientrano in tale modalità di calcolo tutte le tipologie di integrazione salariale (CIG ordinaria, CIG straordinaria e CIG in deroga), naturalmente solo quelle a pagamento diretto. Sono ricomprese in questa categoria, tra le altre, l’indennità di malattia, l’ indennità di congedo parentale, il congedo facoltativo del padre, le indennità antitubercolari TBC, i permessi ex lege 104/1992, le prestazioni di congedo straordinario ed i trattamenti di disoccupazione agricola.

Esclusioni
Restano escluse dall’ambito di applicazione della normativa alcune tipologie di prestazioni a sostegno del reddito come:

– le prestazioni a sostegno del reddito soggette a tassazione separata;

– pagamenti anticipati delle indennità in unica soluzione (come per esempio l’anticipazione dell’ indennità ASpI e Mini ASpI, l’anticipazione dell’indennità di mobilità l’anticipazione del compenso/sussidio in favore degli L.S.U. per avviare l’autoimpiego, l’ anticipazione del sussidio concesso in attuazione di programmi di Welfare to work e di sussidi straordinari o speciali concessi dalle Regioni, per finanziare l’autoimpiego dei beneficiari degli stessi);

– redditi da lavoro autonomo che non sono redditi da lavoro dipendente o assimilati di cui agli artt. 49 comma 1 e comma 2 lett. b) e 50 comma 1 del T.U.I.R. (come per esempio l’indennità di maternità per lavoratrici autonome e le indennità di maternità e indennità di malattia per gli assicurati iscritti alla gestione separata).

Vi sono, infine, prestazioni a sostegno del reddito esenti ai fini fiscali che, in quanto tali, non sono soggette alla normativa del credito di cui al decreto legge n. 66/2014 (trattamenti di famiglia, l’assegno di maternità e per il nucleo familiare concesso dai Comuni, l’assegno di maternità dello Stato).

La circolare si occupa inoltre del credito dovuto in caso di prestazioni di accompagnamento alla pensione e del comportamento da assumere in caso di pluralità di sostituti d’imposta nel corso dell’anno 2014. Inoltre si stabilisce che a fronte di variazioni del reddito riferite a somme e valori che saranno corrisposti durante l’anno, ed a fronte dei dati di cui l’INPS, in qualità di sostituto di imposta, entra in possesso, potrà effettuare il ricalcolo del credito spettante per recuperarlo nei periodi di paga successivi a quello di erogazione del credito anche prima del conguaglio di fine anno.

Fonte: Ipsoa.it

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