Analisi dei primi orientamenti giurisprudenziali sulla riforma dell’articolo 18

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La Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro con circolare n.6 del 3 aprile 2014 fa un’analisi della disciplina dei licenziamenti alla luce delle modifiche apportate dalla legge Fornero che ha ridisegnato, in particolare, i contorni dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

Secondo la Fondazione, la riforma Fornero, nata nel contesto complessivo di misure pensate per fronteggiare la crisi economico-finanziaria del paese, ha assunto una doppia anima in quanto da una parte doveva creare posti di lavoro e dall’altra garantire maggiore flessibilità al mercato del lavoro sia in entrata e in uscita, ciò ha spinto molti a ritenerla un’occasione mancata.

Rispetto al passato, comunque, ha consentito tempi di giustizia più rapidi (attraverso un rito più veloce e senza particolari formalità), ha ridotto i termini previsti per il deposito dell’impugnativa di licenziamento, per dare maggior certezza alle situazioni giuridiche, ha limitato l’impatto economico dei procedimenti giudiziari ed ha, in qualche modo, previsto elementi minimi che consento di ritenere un provvedimento di risoluzione del rapporto più “stabile” rispetto al passato.

La circolare si sofferma sulle cause di illegittimità dei licenziamenti e sulle ipotesi di nullità, analizzandole nel dettaglio e corredandole di numerosi ed aggiornati riferimenti giurisprudenziali. Si mette in evidenza che le incertezze lessicali del testo varato hanno dato adito a non poche difficoltà interpretative, animando un interessante dibattito dottrinale che porta gli interpreti anche a soluzioni distanti, non solo fra loro, ma anche rispetto ai risultati giurisprudenziali, la fondazione districandosi in questa abbondante materia cerca di stabilire i punti cardine.

Fonte: Ipsoa.it

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