A un mese di distanza, la Riforma Fornero non passa l’esame

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In base alle rilevazioni effettuate dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su un campione significativo di studi professionali, il giudizio delle aziende sulle novità introdotte non è positivo. In particolare per le pmi, nel 93% dei casi, si è bloccato l’avvio di contratti a progetto, nè sono stati avviati rapporti di lavoro con altri contratti.

Dai risultati dell’indagine della Fondazione studi Consulenti del Lavoro emerge che le novità introdotte dalla Riforma del lavoro non stanno portando le aziende a investire sull’occupazione, ma a un orientamento opposto.

Eliminazione della causale nel primo contratto a termine. Questa novità non ha prodotto per il 52% del campione un aumento rilevante dei rapporti, mentre per il 28% non ha prodotto nessun effetto sull’occupazione.

Obbligo di comunicazione dei lavoratori intermittenti. Il 41% delle aziende intervistate rileva difficoltà ad effettuare la comunicazione per la mancanza degli strumenti idonei, o, nel 36% dei casi, ostacoli di carattere amministrativo.

Accade infine che il 54% del campione dei consulenti del lavoro dichiarano che i datori di lavoro assistiti hanno intenzione di risolvere definitivamente i contratti incompatibili con la nuova legge.

Dimissioni in bianco. Nel 56% dei casi risultano problemi di applicazione della norma, e gli stessi lavoratori sono rimasti vittime della burocrazia nel 36% del campione.

Per l’8% degli intervistati la norma non ha prodotto alcun effetto.

Valutazione complessiva. Nell’insieme, le novità in tema di flessibilità introdote dalla Riforma sono giudicate molto negativamente: nel 90% dei casi creano solo rigidità e solo nel 2% dei casi sono considerate idonee a creare nuova occupazione.

Fonte: Ipsoa

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