730 precompilato: nuovi adempimenti per l’INPS

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Con l’introduzione della dichiarazione dei redditi precompilata a partire dal 2015, sono a carico dell’INPS nuovi adempimenti legati alla sua veste di sostituto d’imposta. In particolare dovrà spedire telematicamente la nuova certificazione unica, entro il 28 febbraio ai titolari di redditi di pensione, redditi di lavoro autonomo e redditi diversi ed entro il 7 marzo, all’Agenzia delle Entrate.

La novità più importante contenuta nelle disposizioni in materia di semplificazioni fiscali che coinvolge l’INPS nella sua qualità di sostituto d’imposta, è l’introduzione, in via sperimentale, a partire dal 2015, anno d’imposta 2014, della dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell’Agenzia delle entrate.

È stata in questo modo rafforzata la sinergia tra i due enti che da tempo hanno avviato, sviluppato e consolidato un processo di interscambio di dati anagrafici, reddituali e patrimoniali, strutturato con l’intento di razionalizzare le informazioni presenti nelle banche dati pubbliche in materia economica e finanziaria, ottimizzandone l’utilizzo sia ai fini dell’erogazione delle prestazioni che dell’effettuazione di controlli e verifiche.

Con messaggio n.9623 del 12 dicembre 2014 l’Istituto indica gli adempimenti che deve effettuare in qualità di sostituto d’imposta e le relative scadenze che di seguito si riepilogano:

– 28 febbraio: deve rilasciare la nuova Certificazione Unica 2015 (CU/2015) relativa ai redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi, attraverso il canale telematico;
– 7 marzo: deve trasmettere in via telematica all’Agenzia delle entrate le certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi, già rilasciate entro il 28 febbraio ai contribuenti.

Il fine è quello di rendere disponibili i dati necessari all’Agenzia delle entrate, la quale dovrà predisporre le dichiarazioni 730/2015 precompilate che saranno messe a disposizione dei contribuenti entro il 15 aprile, mediante i servizi telematici della stessa.

È prevista una sanzione di cento euro per ogni comunicazione o certificazione dell’Inps omessa, tardiva o errata. La sanzione non si applica se, entro 5 giorni dalle scadenze sopra indicate, l’Istituto individua errori nelle comunicazioni o nelle certificazioni e provvede alla trasmissione dei dati rettificati. Le Direzioni centrali interessate stanno provvedendo a dare le necessarie indicazioni per una corretta valorizzazione dei dati fiscali che consenta all’Istituto di adempiere nei termini a quanto previsto dal decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali.

Fonte: Ipsoa.it

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